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Io prete non meno di Don Gallo …
 Don Giuseppe Amato mercoledì 15 febbraio 2012
Dopo aver assistito alla performance di Adriano Celentano al festival di Sanremo, stamattina uscendo per le strade del mio paese e sentendo le battutine della gente ho fatto alcune considerazioni personali.
Sono un giovane parroco di un paesino di montagna, di appena 2000 abitanti, San Mauro Castelverde, dove è difficile arrivare per la scarsa condizione della viabilità e in questo periodo anche per le abbondanti nevicate che ci hanno raggiunto.
Quello della viabilità non è l’unico problema che ci “affligge”, ad esso aggiungerei la disoccupazione, la stentata sopravvivenza delle piccole aziende, la mancanza di futuro nel territorio per i giovani che finiscono l’iter scolastico, i servizi che vengono a mancare con l’adeguamento alla legge finanziaria della Pubblica Amministrazione, un assetto urbanistico interno che comincia a perdere i pezzi a partire dalle Chiese per finire alle abitazioni dei privati, l’assenza della politica che ora comincia a fare capolino in viste delle prossime elezioni.
Tutto questo è il sostrato dello scoraggiamento, della sfiducia dei giovani, dell’emigrazione e dello spopolamento delle nostre comunità.
In questo clima c’è una “Istituzione” tra le tante che sta con i suoi fedeli, che vive in mezzo alla gente, raggiunge le case e le sofferenze degli ultimi, di cui ieri sera il cantautore si è fatto portavoce: è la Chiesa. Quella Chiesa che attraverso noi parroci che non abbiamo un palco sotto i piedi, né una prima serata, né 14.000.000 di telespettatori parla alla gente di Dio, di speranza, di crescita così come Gesù ci ha insegnato: “non sappia la tua sinistra quello che fa la tua destra” (Mt 6, 4), che annuncia ogni giorno nella fatica del vivere quotidiano il PARADISO.
Io non mi sento meno prete di don Gallo perché non ho spettacolarizzato la mia missione, non mi sento meno prete perché le mie battaglie sono condotte per categorie di persone (ammesso che di categorie si possa parlare) socialmente meno visibili. Io sono prete di questa Chiesa e combatto le mie battaglie con e per la gente che il Signore mi ha affidato nel silenzio di ogni giorno, senza bisogno di uno schermo televisivo, spezzando per essi il Pane della Parola e dell’Eucaristia, rimboccandomi con essi le maniche perché insieme possiamo preparare quaggiù e raggiungere poi il Paradiso.
Prete per tutti, per i grandi e per i piccoli, per i primi e per gli ultimi, prete che un giorno vorrà raggiungere il signore con le scarpe che ha usato ogni giorno e non con una bella cattedra sulla quale è vero siedono i sapienti e gli intelligenti ma sulla quale come ci ricorda il Signore possono sedere anche gli scribi e i farisei.
Don Giuseppe Amato, Parroco di San Mauro Castelverde
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